La ricerca della geografia varicosa è il momento principale per la buona riuscita dell intervento.
Le varici che sono turgide in posizione eretta, scompaiono in posizione di Trendelenburg e per effetto dell'anestesia locale, per questo motivo la cartografia va fatta con il paziente in piedi invitandolo a portare l'intero peso del corpo sull'arto da disegnare, nella tipica posizione a "Bronzo di Riace", quest'accortezza aumenterà il volume delle varici.
Utilizzando la sensibilità del polpastrello dell'indice e del medio della mano, si localizzano poi il decorso delle varici, le loro evoluzioni ed i
punti di fuga.
Il semplice doppler può aiutare moltissimo a tracciare la mappa geografica della varicosi: si disegnano le varici, si definisce il loro calibro e le divisioni delle collaterali, poi si marcano accuratamente con dei cerchi le perforanti.
E’ consigliabile avvalersi della transilluminazione che rende possibile anche l’individuazione della feeder vein di un gruppo di teleangectasie di varici dermiche o reticolari .
Il tracciato può essere fatto con un pennarello di vari colori ma questi pennarelli possono talvolta dare delle pigmentazioni ed avere un'azione eczematogena. Vari anni di esperienza, invece consigliano l'utilizzazione di un piccolo tampone di  cotone montato su di una pinza ed imbibito di permanganato di potassio al 7,5%.
Questo prodotto galenico di colore rosso-marrone non è tossico, non ha azione eczematogena, resiste all'alcool, all'acqua e agli altri disinfettanti, scompare spontaneamente dopo qualche giorno e può essere ben asportato con acido ascorbico o soluzione fisiologica. Il principale vantaggio del permanganato di potassio è di resistere qualche giorno e poi scomparire senza irritare o danneggiare con il pigmento la cute.