Ultima fase della flebochirurgia o della Flebectomia per mini-incisioni 

risulta essere sempre l'applicazione di una idonea elastocompressione che ha per finalità sia la riduzione dei rischi emorragici con ematomi che la riduzione dei rischi trombo embolici. 

Per questi e altri importanti motivi dedichiamo un capitolo a quella che costituisce la quarta gamba del tavolo delle terapie flebologiche, assieme alla terapia medica, terapia chirurgica, scleroterapia. 

La terapia elastocompressiva consiste nell'applicazione sulla superficie cutanea di una pressione esterna destinata a controbilanciare le pressioni intravenose patologiche. 

Durante la stazione eretta immobile la pressione venosa nella safena interna a livello del malleolo con paziente eretto ed immobile è espressione della pressione idrostatica esistente in un determinato punto misurata tra l'atrio destro e quel punto dove viene rilevata la pressione, e di solito è di circa 90 mm/Hg. Cosicché, in pratica, nel sistema venoso si realizza uno stato che potrebbe essere paragonato ad uno stato di continua ipertensione venosa con una situazione che risulta sempre uguale sia nel soggetto sano che nel malato di flebopatia varicosa. 

 

Durante la deambulazione, nel soggetto sano si realizza riduzione delia pressione al malleolo compresa tra 20 e 40 mm/Hg, mentre, nel soggetto flebopatico ed a seconda della gravità dell'insufficienza venosa presente, tale riduzione è sempre minore, a parte casi gravi o esiti di trombosi dove essa presenta un aumento pressorio. 

La terapia elastocompressiva ha importanti azioni con dimostrati effetti positivi sia sul macro che sul microcircolo in corso di insufficienza venosa cronica, con riduzione del calibro venoso e dei reflussi patologici, aumento della, velocità del sangue, riduzione del sovraccarico valvolare, accelerazione del trasporto linfatico, miglioramento delle condizioni dell'interstizio e diminuzione 

della pressione interstiziale ed endolinfatica. 

Tali azioni sono essenziali per ottimizzare tutte le metodiche di flebochirurgia.

La nostra esperienza di migliaia di casi in circa trenta anni di professione ci ha permesso di identificare un protocollo semplice e funzionale, ma nella pratica clinica vi sono alcuni parametri che devono essere sempre considerati prima dell'applicazione di qualsiasi bendaggio: 

 

 

La sopportabilità psichica del paziente 

La possibilità di deambulare 

Il tipo di lavoro 

Fototipo e qualità della cute 

ControindicazÌoni locali o generali 

Presenza di una arteriopatia obliterante. 

 

Il bendaggio elastocompressivo è considerato il quarto strumento terapeutico delle varici e per questo deve essere eseguito con molta attenzione e precisione per non creare strozzature o alterazioni al ritorno venoso durante la marcia o la stazione eretta.

 

I vantaggi del bendaggio post operatorio ottiene vari effetti:

 

-effetto emostatico

-effetto antiessudativo

-effetto antalgico

-effetto circolatorio